Quota 100: saranno i giovani a pagarla?

Quota 100: saranno i giovani a pagarla?



In questi ultimi mesi si è dibattuta ampiamente la questione sull’introduzione della Quota 100 ai fini pensionistici. In merito alla riforma sulle pensioni il Governo stanzierà circa 7 miliardi all’interno del proprio bilancio suddivisi nel corso delle prossime due annualità.



Il provvedimento sull’introduzione della Quota 100 potrebbe tuttavia richiedere una nuova stretta fiscale ai danno dei soggetti più giovani, avvantaggiando l’anticipo pensionistico per la fascia dei lavoratori misti. L’Ufficio Parlamentare di Bilancio e l’ente previdenziale Inps hanno cercato di sottolineare i ‘costi silenziosi’ di tali manovre nei confronti delle categorie più giovani rappresentanti il futuro del paese.

Attraverso questo nuovo articolo ci occuperemo di analizzare nel dettaglio la Quota 100 cercando di capire quali saranno le conseguenze riservate alla fascia di lavoratori più giovani in rapporto al futuro, soffermandoci sulle caratteristiche tecniche riservate all’accesso pensionistico anticipato.

Quota 100: tutto quello che occorre conoscere

La Quota 100 consiste in una proposta di revisione parziale della Riforma delle Pensioni introdotta nel 2011 durante il Governo Monti dal ministro Elsa Fornero. Come anticipato dal ministro attuale dell’Interno Matteo Salvini e dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio la Quota 100 consentirà un’uscita anticipata dal mondo del lavoro ai soggetti sotto specifici requisiti.

In questo caso la somma dell’età anagrafica unita all’anzianità del servizio lavorativo dovrà corrispondere al totale di 100, sotto una soglia minima anagrafica ipotizzata a 64 anni rispetto ai 67 anni standard. Al capitolo delle riforme pensionistiche anticipate saranno destinati 7 miliardi nel corso del prossimo biennio, permettendo il pensionamento anticipato del lavoratore sotto una soglia minima prevista a 62 anni di età sotto 38 anni di contributi regolarmente versati.

Nel caso della Quota 100 il requisito a 38 anni di contributi versati rimarrà fisso, sotto i diversi calcoli stabiliti invece per il conteggio dell’età anagrafica. La platea per la richiesta della Quota 100 riguarderà complessivamente circa 475 mila lavoratori, al 92% contribuenti attivi, sotto un anticipo pensionistico stabilito intorno ai 2 anni e mezzo precedenti.

La richiesta per la Quota 100 sarà in tutta probabilità resa disponibile già a partire dal prossimo febbraio 2019 nei confronti dei lavoratori privati, mentre per quanto riguarda i lavoratori della pubblica amministrazione il provvedimento si preoccuperà di valutare attentamente le diverse formule al fine di contrastare un possibile esodo di massa, come sottolineato in più occasioni dallo stesso ministro del Lavoro Luigi Di Maio.

Il meccanismo della Quota 100 penalizza invece le carriere professionali discontinue, mentre appare ancora incerto il futuro del rinnovo di tale provvedimento unito alle conseguenze sulla fascia più giovani di lavoratori. Al momento della richiesta del pensionamento anticipato tramite Quota 100 si dovrà sottostare ad una penalizzazione conseguente all’uscita anticipata dal mondo del lavoro fissata al 5% per 1 solo anno di anticipo e al 25% per 4 anni di anticipo.

Gli effetti sulla Quota 100 in relazione al debito pensionistico saranno calcolati in futuro a discapito delle nuove generazioni, mentre diversi esponenti sembrano evidenziare il rischio di un fenomeno di ‘austerità fiscale’ dovuto proprio a tale provvedimento. Le quote pensionistiche potrebbero continuare ad oscillare in futuro compromettendo il bilancio per le retribuzioni delle categorie odiernamente più giovani, mentre il corso delle prossime modifiche potrebbe tuttavia andare a chiarire la situazione per i prossimi anni.