Operatività delle Banche e Rapporto tra Banca e Cliente



In questo articolo vedremo il rapporto tra banca e cliente, come funziona l’operatività delle banche e quali sono le attività di intermediazione finanziaria non bancaria.



L’operatività delle banche, come si è detto e come si vedrà in seguito in modo ancor più approfondito, è andata subendo, nel corso degli ultimi decenni, profondi cambiamenti.

In passato la loro attività principale consisteva essenzialmente nel duplice intervento volto a raccogliere capitali da coloro che avevano una liquidità in eccesso rispetto alle esigenze immediate di spesa: i soggetti in posizione di surplus finanziario. Inoltre la loro attività consisteva nell’impiegare i capitali raccolti per finanziare l’attività di coloro (in genere imprese ed enti pubblici) che si trovavano in momentanee situazioni di illiquidità: i soggetti in posizione di deficit finanziario.

I riflessi e le conseguenze di una molteplicità di eventi, che hanno interessato l’economia nazionale ed internazionale, hanno fatto sì che le banche non potessero più considerare la suddetta attività come quella prevalente. Ciò in quanto con essa non risultava più garantito il raggiungimento degli equilibri fondamentali della gestione, primo fra tutti quello economico-reddituale.

Le banche si sono quindi avviate lungo la strada della diversificazione dell’operatività, in ciò sospinte anche dal timore di doversi confrontare con il diverso modo di fare banca delle imprese degli altri paesi dell’Unione Europea. Ciò ha comportato stimoli fondamentali al cambiamento, e un modo di operare, troppo a lungo lasciato immutato, è stato oggetto di modifiche e di interventi che si sono susseguiti con un crescendo vorticoso.

Vediamo, per ora solo con pochi cenni, qual’è la dimensione di detti cambiamenti. La sostanziale immobilità operativa è durata per circa un cinquantennio; da quando cioè fu varata nel 1936 la Legge Bancaria, al termine di una fase economica molto turbolenta, culminata con la storica crisi economica del 1929. Gli eventi e le normative di questi ultimi anni l’hanno modificata a tal punto da averla resa, sostanzialmente, ormai superata. Essa è stata così sostituita con il D.Lgs 1° settembre 1993 n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia), in vigore dal 1° gennaio 1994. L’immobilità di un cinquantennio è stata quindi spazzata via in poco più di un quinquennio.

I punti cardine del cambiamento possono essere così sinteticamente riassunti:

  • superamento dell’operatività basata quasi esclusivamente sul binomio raccolta-impieghi; conseguenza di ciò è stata la scelta di diversificare l’azione orientando gli interventi verso la specializzazione nell’ambito dei servizi;
  • ampliamento delle dimensioni aziendali, ciò con la duplice finalità di riendere attuabili le scelte strategiche di cui al punto precedente, senza che cambiamenti troppo affrettati potessero compromettere un armonico sviluppo; in tal senso si è proceduto a diversificare l’operatività attraverso la creazione di società controllate e collegate, alle quali è stata demandata la prestazione specializzata di particolari servizi (società di leasing,di factoring ecc.); si è giunti, in vari casi, alla costituzione dei cosiddetti gruppi polifunzionali; arginare la concorrenza delle banche estere, le cui dimensioni erano, in media, molto più ampie di quelle banche italiane; a tal proposito, la scelta che è stata privilegiata è stata quella della fusione e della concentrazione tra banche;
  • indirizzo del modello organizzativo verso quello di banca universale; tale orientamento, che si pone in antagonismo con quello basato sul gruppo polifunzionale, prevede la costituzione di un soggetto giuridico unico la cui struttura organizzativa suddivisa per divisioni (tale modello è anche detto infatti multidivisionale) gli permette di svolgere contemporaneamente sia attività creditizia sia attività di intermediazione finanziaria non bancaria (leasing, factoring, consulenza alle imprese in materia di struttura finanziaria ecc.);
  • attuazione di un processo di privatizzazione delle banche pubbliche; anche questo intervento, tutt’ora in atto, è stato intrapreso con il duplice scopo di: creare i presupposti per una maggiore competitività nell’ambito del sistema bancario interno, una volta che anche le banche pubbliche si fossero venute a trovare non più al riparo dell’ombrello protettivo rappresentato dagli interventi governativi; ricapitalizzare le banche con l’apporto di capitali freschi in misura tale da permetterne lo sviluppo armonico.


Operatività delle Banche e Rapporto tra Banca e Cliente ultima modifica: 2018-08-03T14:35:54+00:00 da redazione