Libor: cos’è e come funziona?



All’interno dei consueti provvedimenti bancari, compresa la rete dei servizi messi a disposizione per i propri clienti, lo stesso istituto si ritrova a necessitare spesso di una forma ufficiale di prestito indirizzata alla copertura degli scoperti di cassa.



Tale procedimento prevede la richiesta di prestiti presso ulteriori istituti bancari, sotto la denominazione di prestiti interbancari. Il prestito interbancario viene messo a disposizione di tutti gli istituti di credito in stato di difficoltà economica.

Attingendo al prestito interbancario ogni singolo istituto di credito può risparmiare sui costi relativi al proprio capitale, riuscendo ad ottenere una soluzione del tutto immediata per la risoluzione delle difficoltà economiche e la salvaguardia del capitale stesso.

Attraverso questo nuovo articolo guidato ci occuperemo di approfondire tutte le caratteristiche relative al Libor, in correlazione al tasso interbancario, sotto la necessità dei vari istituti di credito di ricorrere ad un prestito interbancario, soffermandoci sulle modalità e sulle conseguenze della messa a disposizione del capitale da parte degli istituti erogatori.

Prestito interbancario: quando viene richiesto?

Il prestito interbancario viene richiesto da un istituto di credito in difficoltà al fine di poter far fronte allo stato di insufficiente di disponibilità di capitale, in situazioni di grave crisi economica liquida, mentre alcune volte tale prestito potrebbe persino risultare impossibile da restituire.

In caso di un’impossibilità a fronte della restituzione del prestito interbancario l’istituto debitore potrà rivolgersi alla sede centrale della banca debitrice, sfruttando la posizione da garante della stessa al fine di poter provvedere alla restituzione del capitale dovuto.

Libor: di che cosa si tratta? Tutto quello che occorre sapere

Quando si parla di prestito interbancario si dovrà tenere in considerazione anche il Libor, ossia il tasso interbancario, denominato anche “London Interbank Offered Rate”, il tasso al quale i mercati finanziari europei fanno riferimento.

Il Libor viene applicato al momento della sottoscrizione del prestito interbancario nei confronti di un istituto di credito in gravi difficoltà economiche, generalmente predisposto durante il corso della notte al momento della chiusura ufficiale dei mercati finanziari.

Il tasso del Libor, appartenete alla categoria variabile, viene valutato in correlazione alle pubblicazioni della British Banker’s Association, disposte ogni giorno verso le ore 11:00. La somma del conteggio del tasso viene eseguita sulla base del miglior tasso d’interesse offerto dalla banca londinese in un dato momento, erogato nei confronti di un’altra banca.

A seguito dello scandalo esploso nel 2008 i controlli sul tasso del Libor hanno subito un incremento della severità, al fine di evitare qualsiasi operazione sospetta. Il Libor viene normalmente preso in riferimento anche nel territorio italiano, associato allo stato di richiesta dei mutui sotto l’applicazione del tasso di interesse.

La condizione necessaria per potersi servire del Libor rimane quella di un tasso soggetto alla variabilità, riportato espressamente all’interno della sottoscrizione da parte di un soggetto richiedente un mutuo.

Il tasso utilizzato per il calcolo degli interessi fa generalmente riferimento all’Euribor sostituibile però con il Libor, riportata tramite scrittura del contratto. Il tasso del Libor viene utilizzato all’interno della moneta inglese Sterlina;moneta europea Euro;
moneta giapponese Yen; moneta americana Dollaro; moneta Svedese e Danese la Corona;
moneta Svizzera il Franco.



Libor: cos’è e come funziona? ultima modifica: 2018-07-19T11:00:09+00:00 da Serena Baldoni