L’Elenco dei paesi Black List 2016/2017/2018

L’Elenco dei paesi Black List 2016/2017/2018



Che cosa significa Black List e quali sono i paesi rientranti all’interno delle liste targate 2016, 2017 e 2018? Tale classifica risulta fondamentale soprattutto in relazione all’eventualità di compiere investimenti riferiti ai paesi esteri.



In diversi paesi esteri si evidenziano difatti differenti regimi fiscali favorevoli dei quali poter approfittare decidendo di investire il proprio capitale. In questo caso la Black List del 2016, 2017 e 2018 si dimostra utile ai fini dell’individualizzazione delle migliori opportunità economiche.

All’interno del territorio italiano l’Agenzia delle Entrate ha messo a disposizione una Black List aggiornata in direzione di tutte le agevolazioni fiscali in riferimento ai paesi stranieri. Attraverso questo nuovo articolo guidato ci occuperemo di approfondire tutte le caratteristiche alla base della Black List rapportata agli anni 2016, 2017 e 2018, cercando di comprendere nello specifico tutti ii dettagli chiave e le funzionalità.

 Black List 2016/2017/2018: tutti i paesi integrati all’interno della classifica rilasciata dall’Agenzia delle Entrate

La Black List messa a disposizione dall’Agenzia delle Entrate viene aggiornata con decadenza annua anche dal Ministero dell’Economia, sotto l’obbligo di un monitoraggio costante in relazione delle attività a carattere imprenditoriale italiano compresi i domicili all’interno dei paesi sotto agevolazioni fiscali.

I paesi rapportati all’interno della Black List presentano un regime fiscale al di sotto del 50% rispetto invece al territorio italiano. All’interno dei cosiddetti ‘paradisi fiscali’ si trova un terreno decisamente fertile per l’evasione delle tassazioni emesse dal fisco, motivo per il quale l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Economia hanno provveduto alla creazione aggiornata della Black List, presa in esame in questa guida in riferimento alle annate 2016, 2017 e 2018.

Dal 2017, ad uscire dalla Black List, è stata la Svizzera in rapporto ai benefici fiscali insieme allo Stato di Aruba anch’esso eliminato dalla classifica nel corso dello stesso anno. Dal 2016 non compare più all’interno della Black List Hong Kong. Paesi quali Maldive e Bahamas invece compaiono ancora nell’elenco odierno.

Tutte le imprese italiane solite interagire a livello fiscale con i paesi agevolati integrano l’obbligo annuale di inviare una dettagliata documentazione relativa agli scambi presso l’Agenzia delle Entrate in riferimento alla Black List. Investire all’interno dei regimi fiscali agevolati in paesi esteri può comportare diverse problematiche a livello fiscale italiano, sotto la possibilità delle accuse di evasione a livello delle relative tassazioni.

All’interno della Black List italiana si trovano i paesi di: Bahamas, Barbuda, Brunei, Gibuti, Grenada, Guatemala, Isole Cook, Isole Marshall,, Isole Vergini statunitensi, Kiribati, Libano, Liberia, Macao, Maldive, Nauru, Niue, Nuova Caledonia, Oman, Polinesia francese, Saint Kitts, Nevis, Salomone, Samoa, Saint Lucia, Saint Vincent e Grenadine, Sant’Elena, Sark, Seychelles, Tonga, Tuvalu, Vanuatu.

I paesi con integranti un consenso di carattere fiscale si dimostrano invece essere:, Angola, Antigua, Dominica, Ecuador, Giamaica, Kenia, Panama, Portorico, Svizzera, Uruguay. Sotto diversi accordi economici alcuni paesi sono usciti dalla Black List sotto un regime fiscale trasparente.

Tra questi si trovano: Andorra, Alderney, Anguilla, ex Antille Olandesi, Aruba, Barbados, Belize, Bermuda, Isole Cayman, Costarica, Emirati Arabi Uniti, Filippine, Gibilterra, Guernsey, Herm, Hong Kong, Isola di Man, Isole Cayman, Isole Turks e Caicos, Isole Vergini britanniche, Jersey, Liechtenstein, Lussemburgo, Malesia, Mauritius, Montserrat, Principato di Monaco, San Marino, Singapore.