Contratti di Borsa: contratti a premio semplici e composti



Nella prassi borsistica i contratti a premio si distinguono in contratti a premio semplice e a premio composto.



 

Contratti a Premio Semplici

Il contratto a premio semplice attribuisce al compratore (contratto dont o call, che di fatto è il più diffuso) oppure al venditore (contratto pour librer o put) la facoltà di recedere dal contratto, rispettivamente non ritirando o non consegnando titoli.

Entro il giorno fissato nel calendario borsistico per la risposta premi, il datore del premio deve dichiarare se leva il premio, e quindi dà esecuzione al contratto ritirando o consegnando i titoli al prezzo convenuto, oppure se abbandona, cioè paga, il premio e recede dal contratto non ritirando o consegnando i titoli.

L’abbandono del premio converrà quando il suo ammontare è inferiore alla perdita che si subirebbe dando esecuzione al contratto: il premio, pertanto, ha la funzione di limitare il rischio nel caso in cui le previsioni al rialzo o al ribasso siano errate, ma diminuisce l’eventuale guadagno dello speculatore (in quanto è rispettivamente compreso o detratto dal prezzo che deve pagare il compratore o ricevere il venditore).

I premi dont e put assolvono una funzione analoga a quella della multa penitenziale, in quanto consentono a una parte di recedere unilateralmente dal contratto di borsa pagando alla controparte, come liquidazione forfettaria del danno che subisce per la mancata esecuzione del contratto, una determinata somma di denaro.

 

Contratti a Premio Composto

Le figure più diffuse di contratti a premio composto sono il contratto a premio d’opzione e quello a premio d’aggiunta. Nel contratto a premio d’opzione (detto anche stellage o put and call) una parte si riserva la facoltà di dichiararsi a sua scelta venditore o compratore, il che sarà rispettivamente conveniente a seconda che nel frattempo il prezzo dei titoli sia aumentato o diminuito, di una certa quantità di titoli e al prezzo stabilito al momento della conclusione del contratto.

A differenza del premio semplice, lo stellage non consente al datore del premio il recesso dal contratto: pertanto egli dovrà in ogni caso, al momento della liquidazione, ritirare i titoli come compratore (pagando un corrispettivo uguale al prezzo base aumentato del premio) oppure consegnare i titoli come venditore (ricevendo un corrispettivo uguale al prezzo base diminuito del premio).

Il premio, che di solito è maggiore di quello previsto nei contratti a premio semplice, non è dunque compreso nel prezzo ma costituisce il limite massimo della perdita: se la variazione è inferiore al premio, lo speculatore opererà in perdita (che sarà massima, e uguale al premio che viene aggiunto al prezzo di acquisto o detratto dal prezzo di vendita, nel caso in cui la quotazione dei titoli rimanga immutata).

Nel contratto a premio d’aggiunta (detto anche noch o call more) il compratore (contratto noch per ritirare) o il venditore (contratto noch per consegnare) si riserva rispettivamente la facoltà di ritirare o consegnare alle stesse condizioni una quantità di titoli multipla (di due, tre o quattro volte ecc.) rispetto a quella originariamente contratta.



Contratti di Borsa: contratti a premio semplici e composti ultima modifica: 2018-08-02T10:54:08+00:00 da redazione