Benchmark, cos’è? Caratteristiche e usi



Il termine “benchmark” si riferisce ad un settore finanziario specifico spesso ignorato dalla maggior parte dei soggetti, seppur risulti di particolare rilievo all’interno del mercato della finanza.



In campo specifico finanziario il benchmark consiste in un vero e proprio parametro per la valutazione del rischio all’interno del mercato finanziario rapportato al portafoglio e alle performance e al loro confronto.

Il benchmark può essere quindi inteso come un valido strumento per garantire una valutazione del rischio riferita al mercato finanziario e ad un settore specifico, in correlazione con il portafoglio dell’investitore e il sostegno dei risultati raggiunti sotto l’acquisto dei vari titoli.

A costruzione dei benchmark si trovano specifiche figure professionali differenti dalle società di gestione in grado di operare in completa autonomia rispetto alle regole di calcolo evidenziate dagli indicatori di riferimento.

Attraverso questo nuovo articolo ci occuperemo di approfondire tutte le caratteristiche specifiche dei benchmark, soffermandoci in particolar modo sulle finalità riferite alla valutazione del rischio in campo finanziario.

Benchmark: tutte le caratteristiche specifiche

Ogni benchmark basa le sue fondamenta su una serie di requisiti fondamentali dati dalla trasparenza, dalla replicabilità, dalla hedgeability e dalla propria rappresentatività. In riferimento alla trasparenza delle operazioni l’investitore dovrà mostrarsi in grado di effettuare un calcolo specifico in rapporto agli indici replicabili, prevedendo all’interno tutte le ipotesi di oscillazione d’andamento degli stessi.

La rappresentatività dei benchmark dovrà invece andare di pari passo con la gestione del portafoglio, avvicinandosi il più possibile alla stessa composizione del fondo. Allo stesso tempo ogni indice acquistato sul mercato finanziario dovrà possedere tutti i requisiti per un’eventuale replicabilità, mentre gli Hedgeability assicureranno una rapida copertura del portafoglio e una riduzione dei costi relativi di transazione, rapportando gli indici preferibilmente ai contratti derivati.

In poche parole i benchmark vengono utilizzati per la gestione di un fondo finanziario, sotto l’obbligo sancito dal Testo Unico finanziario, di riportare gli stessi all’interno di ogni fondo posseduto. Con decadenza periodica il sottoscrivente dovrà ricevere un resoconto in relazione all’andamento sia del fondo, sia alla gestione dei benchmark.

In questo caso i benchmark assumono il parametro di valutazione del rischio riferito a uno specifico fondo finanziario. In presenza di un investimento il risparmiatore dovrà necessariamente affidarsi alla valutazione del rischio tramite le figure professionali dei benchmark, cercando di approfondire tutti gli aspetti legati al fondo in cui si intende investire il proprio capitale messo a disposizione, compreso l’indice del mercato finanziario.

I benchmark si occuperanno di valutare attentamente tutte le informazioni del caso, in rapporto con gli indici e gli andamenti del mercato finanziario riferito ad uno specifico fondo. Saranno messi a disposizione dell’investitore diversi parametri, valutando l’andamento del fondo sul quale si intende investire, delineando una linea di rischio in previsione delle oscillazioni dei titoli di mercato.

In riferimento ai fondi comuni si utilizzerà lo strumento del benchmark portfolio senza adottare uno standard di mercato ma una previsione specifica e finalizzata ad un fondo in questione. Al termine di tutte le valutazioni necessarie si potrà giungere ad una panoramica esaustiva in merito al proprio investimento.



Benchmark, cos’è? Caratteristiche e usi ultima modifica: 2018-07-16T11:00:46+00:00 da Serena Baldoni