Bailout: cos’è? Tipologie ed esempi



In presenza di una grave crisi economica, riferita alle società oppure ad uno Stato, il  Bailout può essere utilizzato a sostegno delle difficoltà, attuando un vero e proprio piano di recupero a livello economico.



Ma come si realizza il Bailout? Il piano di recupero viene generalmente affiancato agli strumenti finanziari più conosciuti, ad esempio titoli, prestiti, obbligazioni, ma anche denaro contante, prevedendo l’ipotesi di un rimborso dello stesso da parte delle società o degli enti in grave stato di crisi economica.

A differenza del Bailout, il sistema del Bail-in prevede invece la partecipazione attiva da parte degli azionisti e degli obbligazionisti insieme alle istituzioni finanziarie al fine di poter giungere al piano di salvataggio finanziario.

Attraverso questo nuovo articolo ci occuperemo di approfondire tutte le caratteristiche relative al Bailout, soffermandoci sulle finalità e sulle diverse tipologie di recupero concesse dallo strumento finanziario.

Bailout: tutte le diverse tipologie dello strumento di recupero finanziario

Il Bailout, come spiegato in precedenza, viene attivato in presenza di una grave situazione di crisi economica da parte di uno Stato o di una società, sulla base della strategia di un vero e proprio piano di salvataggio.

Il Bailout può essere attivato tramite mero profitto, ossia in correlazione all’acquisto di un gran numero di azioni da parte dell’investitore nei confronti di una società attraversate un forte periodo di crisi finanziaria, il tutto ad un prezzo vantaggioso sul mercato. Allo stesso tempo il Bailout può essere utilizzato al fine di promuovere il progresso e il miglioramento di una società in forte perdita.

Il piano di salvataggio protratto dal Bailout risulta inoltre uno dei metodi più efficaci contro il fallimento e la bancarotta di uno Stato o di una società, andando ad evitare drammatiche conseguenze a livello socio-economico. Attraverso il piano di salvataggio le imprese andranno a contrastare il rischio effettivo di decisioni collegate direttamente ai posti di lavoro di migliaia di dipendenti in caso di fallimento di un’azienda.

Tuttavia tali operazioni di salvataggio sono state spesso oggetto di polemiche e diatribe in correlazione con il welfare aziendale e i comportamenti eticamente irresponsabili a livello societario. Sin dagli inizi del ventesimo secolo i vari Governi si sono serviti del piano di salvataggio dato al Bailout per risollevarsi da diverse situazioni di crisi finanziaria.

Per riportare un esempio concreto di Bailout basti pensare alla reazione del Governo americano riferita al 2008, nei confronti diretti delle società finanziarie responsabili del crollo dei mutui subprime, istituiti dalla banca centrale Federal Reserve in riferimento alla storia creditizia di ogni cittadino americano tramite l’assegnazione di punti.

In poche parole i subprime rappresentavano un sistema di crediti erogato ai cosiddetti clienti più rischiosi. Grazie al piano attivato dal Bailout sono stati tratti in salvo gli istituti di credito Countrywide, Lehman Brothers e Bear Stearns.

In quell’occasione il Governo americano aveva attivato uno specifico piano (TARP) comprendente l’acquisto di ben 700 miliardi di dollari di asset critici dalle società maggiormente in situazione di crisi economica ad un passo dal crollo finanziario, sotto l’erogazione di oltre 426 miliardi diretti alle diverse istituzioni finanziarie.



Bailout: cos’è? Tipologie ed esempi ultima modifica: 2018-07-31T11:00:45+00:00 da Serena Baldoni